Lola 20 anniLola 20 anni

LA LOLA: quando una mucca dice: “Grazie”

Dieci anni fa, ero alla ricerca di storie da condividere con i lettori del mensile L'Avisio di Fiemme e Fassa. Una delle più curiose è stata quella, scoperta a Valfloriana, di una mucca che riceveva un'infinità di attenzioni. La pagina, firmata da Emma Deflorian, è visibile tutt'oggi, con tanto di cornice, all'ingresso di casa Lola, l'Agritur Fiordibosco.

Da allora, tanti giornali, locali, nazionali ed esteri si sono interessati alle vicende di questa mucca che veniva curata con Fiori di Bach e pomate omeopatiche. Il destino ha voluto che, quando ho lasciato il mensile l'Avisio per trasferirmi all'ufficio stampa dell'Azienda per il Turismo della Val di Fiemme, sono tornata occuparmi di questa storia d'amore, raccogliendo diversi aneddoti che incuriosivano i giornalisti ospiti in Valle.

Lola ha restituito l'amore ricevuto portando fama all'Agritur dove è cresciuta e a tutta la sua Valle. Incredibile. La sua foto è finita persino sulla prima pagina della rivista "Chi", fra le star.

Quella di Lola sembra una storia d'altri tempi, quando il rapporto uomo-animale era uno scambio sacro. Quando non si strappavano i vitelli appena nati alle loro madri.

Quando il gatto rubava il tacchino cucinato dalla famiglia più ricca per far vivere un Natale felice alla famiglia più povera, ringraziando così per i pochi avanzi di cibo raccolti durante l'anno e per la grande abbondanza di coccole ricevute.

Dopo la sua scomparsa, il 26 giugno 2008, all'età da record di 21 anni, mi sono sentita in dovere di salutarla nell'unico modo che conosco e, quindi, ho scritto una lettera intitolata "Cara Lola". Ho sorriso quando ho saputo che questo bizzarro epitaffio è stato letto su Radio Rai Due pochi giorni dopo. E vi confido che ho pensato: "Questa è la nostra Lola che sta ancora dicendo... grazie".

 

Beatrice Calamari

 

 CARA LOLA

Ti ricordi la festa dei tuoi vent’anni con la torta di fieno ai cereali?

Ti ricordi le coccole dei bambini?

Ti ricordi come si stupivano i veterinari quando si domandavano per te prelievi del sangue e cure particolari in modo da farti vivere un po' di più?

Ti ricordi come ti facevano bene i Fiori di Bach dopo ogni allattamento? Hai avuto 14 vitelli. E un puledro come figlio adottivo. Che grande mamma sei stata.

Ti ricordi il flash dei fotografi alle fiere dei formaggi?

Ti ricordi gli articoli su di te nelle riviste di gossip?

Ti ricordi quanti vizi hai ricevuto?

E ti ricordi i rimproveri, quando sparivi per andare tutta sola all'alpeggio, nonostante l'età avanzata?

Se ti ricordi tutto questo, nel tuo nuovo pascolo fiorito, allora forse ti stai chiedendo... "Ma davvero ero solo una mucca"?

Lola, tu eri qualcosa di più. Eri una mucca... di famiglia.

Sì, cara, eri proprio una di noi.

Grazie, per tutto quello che ci hai insegnato e che hai reso possibile.

Grazie, per il valore che hai dato alla tua Valle e alla tua gente, semplicemente, vivendo una storia d'amore.

   

DesmontegadaLA DESMONTEGADA

la prima settimana di settembre
 
È un momento di festa per una stagione di lavoro in montagna che finisce.
Nell'ultima domenica di settembre, quando l'estate finisce e inizia l'autunno, comincia il viaggio degli animali verso il fondovalle, per trascorrere l'inverno al caldo nelle stalle. Lunghi cortei di mucche, capre e pecore invadono i pascoli, poi i sentieri e le mulattiere accompagnati dalle grida dei pastori.
Le corna degli animali sono addobbate con fiori e ghirlande, al collo collari di cuoio con grandi fibbie di ottone e grossi campanacci, e così mucche e capre scendono rumorosamente a valle verso i centri di raccolta.
Anche i famigliari dei pastori e dei malgari salgono in quota per l'ultimo giorno, quello della "desmontegada" (smonticatura in dialetto trentino), per dare una mano negli ultimi lavori nelle malghe, che rimarranno chiuse nei lunghi mesi invernali. Poi tutti insieme, uomini e animali, scendono in paese dove sono accolti tra due ali di folla festante.
 
Eventi  Desmontegada

   

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